Giornalisti o robot? Inutile disturbare la zetetica.

Sempre a proposito del vero e del falso, la tormentata battaglia tra giornalisti e algoritmi continua.

Su Facebook nell’area “trending” – annuncia il WashingtonPost – le notizie bufala si ripetono da quando il social network ha licenziato i redattori umani privilegiando gli algoritmi.

L’area “trending” è disponibile al momento solo in inglese ai membri di alcuni selezionati paesi ed è, ovviamente, uno spazio ambitissimo per i giornali online.

Ormai la media dei valori del traffico referenziale generato da Facebook verso i giornali on line, ha superato quello di Google e si aggira sul 30%, capirete quindi quanto sia importante avere un link anche in quell’area. Più traffico significa più impressioni e più impressioni significa maggiori opportunità di vendere dispaly pubblicitaria.

Normale quindi assistere a queste dispute da parte dei giornalisti che vedono i propri colleghi licenziati essere sostituiti da algoritmi e nel contempo si sentono anche schiavi di un social network che detta le regole e fa le classifiche su chi sia il più letto del reame.

Queste le vere ragioni del dissidio.

Rifarsi al falso e al vero risulta solo patetico.

Parody stories, news releases, 9/11 conspiracies — they’ve all been promoted by Facebook Trending since the algorithms took over.

Sorgente: Facebook has repeatedly trended fake news since firing its human editors – The Washington Post

L’ho letto su Facebook!

Più del 44% degli americani si informa su Facebook.

Sappiamo anche che gran parte del traffico sui siti di informazione viene prodotto da Facebook tramite le condivisioni e i post sponsorizzati o naturali.

Anche se Zuck si ostina a dire che la sua non è una media company, di fatto, mentre fino ad una decina di anni fa eravamo abituati a sentir dire “l’ha detto la televisione”, “l’ho letto sul giornale”, oggi dobbiamo abituarci all’idea che la fonte primaria delle notizie per gran parte degli americani e del resto degli abitanti del pianeta è, e sarà sempre di più, il “neutrale” algoritmo di Facebbok.

The Washington Post ha voluto indagare e racconta di un esperimento fatto qualche settimana fa per capire cosa ci viene proposto quotidianamente dal social network più potente del mondo.

Siccome Facebook conosce tutto di noi, ci si aspetta la fornitura di notizie tagliate su misura per i nostri gusti, i nostri orientamenti e le nostre abitudini, invece sembra proprio che ciò non avvenga.

Facebook uses an algorithm to pick the top story for each trending topic. We looked at which sites it picks more than others.

Sorgente: This is the news Facebook chooses for you to read – The Washington Post