Google vuole che gli editori passino al programmatic

Andare a pesca

Bonita Steward vicepresidente di Google, responsabile di Global Partnerships si chiede perché molti editori non abbiamo ancora adottato il programmatic: "Siccome gli inserzionisti sono passati dal tradizionale al digitale, i più importanti gruppi editoriali sono riusciti a sopravvivere adeguandosi a questo cambiamento. E così sono passati alla pubblicità programmatica, dove inserzionisti ed editori utilizzano una … Continua a leggere Google vuole che gli editori passino al programmatic

Disinformazione sulla #webtax.

Mentre negli Stati Uniti cresce la consapevolezza che le big tech debbano essere tassate perché responsabili della chiusura di molte testate, in Italia c'è ancora qualcuno che spende il suo tempo e le sue risorse per sostenere che la webtax sia inutile. Per esempio il notiziario formiche.net si prodiga molto a spiegarci che la webtax … Continua a leggere Disinformazione sulla #webtax.

Perché i giornali stampano ancora le copie cartacee?

Lo scorso novembre, è stata posta questa domanda sul portale Quora da Eric Salicetti. Ho risposto come segue: Come ha giustamente sottolineato Paolo Lo Re, esistono ancora molte persone che preferiscono la carta al posto del web o delle versioni digitali o delle versioni per smartphone: app e via dicendo. Gli editori tradizionali stampano le … Continua a leggere Perché i giornali stampano ancora le copie cartacee?

Ma è vero che Google mangia a sbafo degli editori?

Lo sbafare, leggo sulla Treccani, è usato quasi esclusivamente nella locuzione avverbiale a sbafo che significa senza pagare, a spese altrui. Lo sbafatore invece è chi solitamente mangia asbafo. Lo scroccone, in pratica. A Milano diciamo anche "quel che magna a ufa" (che deriva dall'acronimo A.U.F.A., ovvero Ad Usum Fabricae Ambrosianae, sigla che si usava apporre … Continua a leggere Ma è vero che Google mangia a sbafo degli editori?

Perché Google è così prodiga con l’industria dei media?

Google sta dando sempre più denaro ai siti di notizie o, se vogliamo, alle organizzazioni che si occupano di diffonderle, siano esse società, editori, cooperative e simili. Questo è quanto leggo su Niemanlab che prova a fornire anche le ipotetiche motivazioni che spingono Google su questa strada: pressioni politiche, senso di colpa, paure antitrust, senso … Continua a leggere Perché Google è così prodiga con l’industria dei media?

Il giornalismo sul web non gode di buona salute.

Anche il giornalismo digitale non trova un modello di business sostenibile. Dopo i licenziamenti avvenuti a Buzzfeed, Vice, HufPost, leggo su Niemanlab (http://bit.ly/2MLOwhw), che "uno dei mantra che accompagnano questo round di licenziamenti è quello di dare la colpa al 'duopolio' di Google e Facebook". Secondo Jeff Israely, autore dell'articolo, ex corrispondente estero della rivista … Continua a leggere Il giornalismo sul web non gode di buona salute.

Gli oligarchi del web e il loro obolo al giornalismo

A pochi giorni di distanza dall'annuncio di Google di volere "dare una mano" al giornalismo con l'aiuto di WordPress nel creare Newspack "una piattaforma di pubblicazione open source avanzata e per la crescita dei ricavi per i piccoli editori online" ecco che da più parti si legge della volontà espressa anche da Facebook di investire … Continua a leggere Gli oligarchi del web e il loro obolo al giornalismo

Come Google compra indulgenze.

Niente di nuovo sotto il sole. Ho letto ieri l'articolo di Luca Sofri, pubblicato su wittgenstein.it titolato "Coi Soldi di Google", dove manifesta alcune sue perplessità sul "severissimo commento" di Gianluca Mercuri, apparso sul Corriere della Sera , "per l’intervento di un centro studi americano contro i soldi spesi da Google per ottenere consensi accademici ai … Continua a leggere Come Google compra indulgenze.