Apple, Facebook, Google, e non l’Ordine, decideranno chi è giornalista.

Apple con News e Facebook con Instant Article hanno annunciato entrambe che renderanno possibile a chiunque di pubblicare qualcosa nei loro rispettivi chioschi digitali. Google dal canto suo ha già tante carte in tavola sul web che presidia indisturbata con il search, ADSense e AdWords, Google News e ultimamente con AMP (disponibile anche per WordPress) che permette di creare contenuti ottimizzati per apparecchiature mobile caricabili velocemente.
Ciò non li rende solo i tre più grandi giornalai digitali del mondo, ma li trasforma nei tre più grandi Ordini del globo.
I loro algoritmi decideranno cosa sia degno o meno di essere pubblicato.

Publishers of all sizes, including parties of one, will be able to distribute their content on Apple News, the company announced Tuesday. From Apple’s site: You can author once and News will optimize your content for all iOS devices, so your readers will have a great experience no matter which d…

Sorgente: Apple News opens up to everyone

Apple News delude gli editori americani.

Apple News
Apple News

Se è vero che agli editori americani non piace il giardinetto di Facebook, “Instant Article”, come riportato pochi giorni fa dal WSJ, è anche vero che, per ragioni diverse, non sono soddisfatti nemmeno dalle soluzioni proposte da Apple News.

Il titolo dell’ articolo pubblicato su digiday.com lo scorso 13 novembre, è molto esplicito: “Gli editori sono insoddisfatti dai risultati ottenuti con Apple News App.” e secondo quanto riportato da Lucia Moses, autrice del post, “il CEO di Time Inc. Joe Ripp, ha espresso frustrazione sui risultati ottenuti dalla sua azienda tramite la app Apple News – inoltre si aggiunge che  – molti altri dirigenti editoriali stanno esternando il loro scontento totale: sia in relazione del traffico ottenuto da due mesi a questa parte dall’aggregatore di notizie di Apple, sia per l’esperienza utente e sia per i dati che Apple sta loro fornendo.”

Se leggiamo invece il panegirico a favore di Instant Article (Facebook) scritto su blog.newswhip  dal titolo: “Gli articoli pubblicati su Instant Articles sono condivisi il triplo rispetto ai tradizionali link di condivisione”, dovremmo dedurre che qualcosa di buono dal social network più famoso al mondo, lo si possa ottenere.

In questo caso, infatti, l’elogio si limita alla “condivisione” e quindi al traffico generato, e non entra nel merito sollevato da WSJ tutto orientato al modo con cui vengono gestiti i ricavi pubblicitari offerti da Facebook agli editori.

Tutto ciò fa pensare che, mentre gli editori con Apple non trovano la sintonia giusta perché l’accrocco non funziona bene, con Facebook si tratta solo di decidere come dividersi la fetta del dolce.