Cairo, “il pubblicitario”

A tutti è noto che una gran parte di giornalisti non ha mai voluto sapere da che parte arrivino i soldi per mantenere loro e le rispettive famiglie. Alcuni pensano che basti il contributo dei lettori, altri che ci debba pensare lo Stato. La morale è che molti giornalisti vivono con difficoltà la nuda e cruda realtà: i giornali sono sopravvissuti grazie alla pubblicità. E sino ad ora, non è stato ancora dimostrato che un gruppo editoriale possa sopravvivere senza gli introiti della pubblicità.

Vero è che esistono casi rari, come ad esempio la famiglia Sisini, editore della Settimana Enigmistica che non ospita nessuna pagina pubblicitaria nei suoi giornali, ma nella gran parte dei casi gli editori hanno sempre fatto conto sulle entrate pubblicitarie per mantenere il posto di lavoro ai loro giornalisti e ai loro redattori.

Premesso questo, ecco che nei giorni scorsi Urbano Cairo, chiamato con spocchia da alcuni giornalisti “il pubblicitario”, dopo aver salvato quel che restava da salvare, viene ripagato con critiche per questo video:

e qui spiega il come e il perché.

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