Da dove arrivano i soldi della pubblicità agli editori?

In un articolo pubblicato ieri su Business Insider UK, Lara O’Reilly, dopo aver letto un rapporto di Digital Content Next (DCN), ci avverte che gli editori stanno incassando molti meno soldi del previsto dalle piattaforme digitali come Facebook, Google e Snapchat.

Ovviamente stiamo parlando di editori anglofoni. Più precisamente, i dati sono stati raccolti intervistando 19 delle più affermate testate internazionali tra cui ad esempio The Financial Times, ESPN, Bloomberg, NBC, e The New York Times.

I ricavi maggiori continuano ad essere alimentati in gran parte dalla pubblicità raccolta direttamente dagli editori, come si evince in questo grafico (più di sei milioni di dollari contro meno di un milione proveniente dalle piattaforme)

Suddivisione delle fonti dei ricavi pubblicitari delle maggiori testate internazionali


E, analizzando i ricavi provenienti da piattaforme e partner, la miglior fonte di entrate è quella di YouTube.

Il dilemma per gli editori resta quello di fidarsi o meno delle piattaforme.

Da un lato queste producono traffico e quindi impression e quindi soldi, dall’altro vengono viste come dei concorrenti perché sottraggono l’attenzione dei lettori.

Per ingraziarsi gli editori, sono nate iniziative come Google AMP, Facebook’s Instant Articles, e Snapchat Discover, ma più che rimedi si tratta di trappole che forniranno alle piattaforme il pieno controllo sui guadagni, sui lettori e sui dati che potranno raccogliere da questi ultimi.

The report, from Digital Content Next, reveals the average amount a premium publisher makes from distributing their content across third-party platforms.

Sorgente: A leaked report shows how much money publishers make from platforms like Facebook, Google, and Snapchat

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