Ma la crisi è dei giornali o del giornalismo?

Sorgente: La crisi senza fine dei giornali italiani – pagina99

Lelio Simi, nel suo articolo, afferma che mentre i giornali italiani vanno male, “All’estero guadagnano soldi con il il web e vendendo dati.”

Purtroppo a me non risulta. Sia i pure player (per esempio Buzzfeed che dichiara di aver quadruplicato i ricavi, ma si dimentica di dire che ha quintuplicato i debiti) e sia i legacy ( per esempio Wall Street Journal che per non licenziare offre il buyout ai dipendenti che sacrificano il loro TFR oppure il Washington Post che vede Bezos confessare di non sapere ancora cosa fare per monetizzare) non godono di ottima salute.

Io continuo a pensare che la crisi sia del giornalismo e conseguentemente dei giornali.

In un mondo in cui chiunque può pubblicare qualcosa grazie al web, senza necessariamente essere pagato per farlo ma solo perché ha qualcosa di interessante da dire, che senso ha ancora la professione del giornalista.

 

Sempre sull’argomento:
Print newspapers are dying faster than you think
(I giornali stanno morendo più velocemente di quanto si potesse pensare)

Autore: Renato Gelforte

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