Sempre più editori in Europa offrono adv in programmatic. Ma è vero anche per l’Italia?

Forse vi interesserà sapere che in Europa, sempre più editori si adeguano all’offerta del programmatic advertisement. Questo è quanto si legge in un articolo pubblicato su MediaPost che analizza i dati del recente report dello IAB .

Il report era disponibile fino ad ieri direttamente dal link inserito nell’articolo di MediaPost, oggi non lo è più: Page not Found (404).

Ho fatto un po’ di search e vedo che oggi è necessario registrarsi per il download del report.

Anche a voler fare la tara a quello che riporta lo IAB, ovviamente influenzato da sponsor e piattaforme che hanno evidenti interessi nel sostenere l’utilizzo delle nuove tecnologie, è e sarà sempre più inevitabile per un editore, che vive con i soldi degli inserzionisti, adottare le piattaforme per offrire il programmatic.

Stupisce sapere che, ormai, chi non ha adottato queste tecnologie sia una minoranza (secondo lo IAB solo il 7% dei publishers europei non lo usa). Faccio fatica a credere a quei numeri, forse si riferiscono ad editori e agenzie iscritte allo IAB.

Sarebbe come andare sul sagrato di una chiesa, una domenica mattina, e fare un sondaggio tra i presenti su quanti credono in Dio.

Comunque resta la curiosità in me di sapere come stanno veramente le cose in Italia, ma dal report dello IAB non lo si evince.

Inoltre, al di là dei confini nazionali, due parole sulle truffe? Se fai un indagine sul programmatic e non parli delle truffe rischi di apparire inattendibile.

Falling CPMs were widely feared, but the latest IAB Europe research suggests publishers who embrace programmatic are actually doing very well from it.

Sorgente: Programmatic’s Race To The Bottom Is A Non-Starter 06/21/2016

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