Quando è la notizia che vi cerca e non siete voi a trovarla. 

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Chi ha lavorato nella stampa specializzata conosce l’angoscioso dilemma. Vi arriva sulla scrivania il comunicato di un’agenzia di PR, oppure la lettera di un lettore, oppure una soffiata dal solito ben informato che vi dice le cose a spizzichi e bocconi sapendo che fate di mestiere il curioso. In fondo, è risaputo, un giornalista non può essere così stupido da farsi sfuggire un’occasione lasciando che la concorrenza lo preceda.

Peter Arnett, non fu mai biasimato dai colleghi per aver accettato l’opportunità di essere l’unico cronista a poter documentare la guerra del golfo in esclusiva da Baghdad. Ricordo che Montanelli lo elogiò pure e disse che chiunque altro avrebbe fatto la stessa cosa.

In questi giorni, la questione legata ai Panama Papers ripropone molti dilemmi giornalistici e proprio questa mattina a ‪Radionach’io‬, Massimo Russo (ex Wired ora condirettore del quotidiano La Stampa) è intervenuto sollevando il dubbio che i leaks ‬sono spesso insidiosi e vengono artatamente diffusi da coloro che sanno bene come gira il fumo dell’informazione.

Qual è il problema? Gli Spin Doctor hanno privilegiato L’Espresso a danno di altri quotidiani?

L’importante è che si sappia, e che il giornalista di turno pubblichi quello che qualcuno vuole non venga pubblicato.

Non è sempre stato forse così?

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