Fine della corsa per ostruzione stradale. Gli editori digitali non corrono più.

Le metafore possono essere tante. Su Linkedin, ho preferito quella navale: “Gli editori digitali puri, ammainano le vele. Fine del vento in poppa.” La sostanza è la stessa.

BuzzFeed, Mashable, Yahoo, Medium … la lista è lunga e l’elenco dei tagli al personale e/o la riduzione dei profitti continua a crescere, afferma Ken Doctor su NiemanLab. “La nascente industria del giornalismo digitale è andata a sbattere contro il muro”. Scordatevi gli studi e le analisi fatte due anni fa da PewResearchCenter che analizzando lo scenario del giornalismo americano aveva profetizzato la creazione di 5.000 posti di lavoro.”

Ken , ricordando le recenti voci sui dialoghi tra Yahoo e gli editori tradizionali per congiungere le forze alla ricerca di un nuovo sostenibile modello di business, avvisa che “tutti quelli che credevano che le nuove realtà digitali avessero capito come rimpiazzare le aziende tradizionali dell’industria della notizia, si devono ricredere”.

Ma chi si è messo in mezzo alla strada a ostruire la corsa, viene da chiedersi.  Beh, gli adblocker, il programmatic, sono i primi che mi vengono in mente e che cita anche Ken. Ma Ken aggiunge anche la stupidità del credere che bastasse diventare “grandi” per essere redditizi. Sì, è vero le start-up digitali sono diventate grandi rispetto agli standard dell’editoria tradizionale – ma sono rimaste piccole rispetto a Google e Facebook.

Hai capito l’antifona?

The digital startups were supposed to figure out how to replace the legacy news outlets. Now they’re facing their own headwinds.

Sorgente: Newsonomics: With new roadblocks for digital news sites, what happens next?

Autore: Renato Gelforte

it.linkedin.com/in/renatogelforte/

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