informazioni per una professione che deve cambiare
Ci stanno lavorando in molti!
Riviste e giornali del nostro prossimo imminente futuro saranno progettate con criteri nuovi.
Quello che si vede attualmente in giro è tutto un bailamme di tentativi per presidiare il futuro.
"Siamo nella preistoria del libro digitale" afferma Anna Aprea nel suo editoriale di Print Buyer dello scorso dicembre 2010. E io sono d'accordissimo e non credo che in questi ultimi tre o quattro mesi il panorama sia cambiato. Anzi tutto concorre nel rafforzare l'idea che le soluzioni viste sul mercato per riconvertire, riadattare o costringere i vecchi impaginati dentro i nuovi display dei mobile siano tentativi maldestri per far soldi alle spalle degli editori.
Non c'è nulla di peggio che tentare di guadagnare sulle disgrazie altrui. In questo caso degli editori.
Ieri il Corsera titolava con "il peggio è passato" il balzo dell'editoria sul web riportando che "in una giornata media una persona su due, tra quelle che navigano, vede siti gestiti dai giornali". Rincuora, ma siamo ancora in una galleria.
Mi consola vedere questo video, dove Filipe Fortes autore di un progetto open source per l'adattamento automatico degli impaginati sui device mobili afferma "C'è bisogno di tempo per creare i nuovi impaginati. Non di tempo per generare codice ma per pensare al [progetto]pagina".
Tutto cambia affinché nulla cambi.
In questo video, Filipe, fondatore con Roger Black di Treesaver, racconta come sia possibile pensare ad un nuovo modo di gestire gli impaginati senza l'approccio dei flipboard (creature Pdf/Flash sfogliabili) ma usando le opportunità offerte da Html5 e dalla tecnologia open source Treesaver .
© 2012 Creato da Renato Gelforte.
Tecnologia
Devi essere membro di professione giornalista 2.0 per aggiungere commenti!
Partecipa a professione giornalista 2.0