informazioni per una professione che deve cambiare
Apple ha annunciato lo scorso martedì 15 febbraio, un nuovo servizio di abbonamenti su App Store, per tutti gli editori che forniscono applicazioni basate sui contenuti, tra cui riviste, giornali, video, musica, ecc
Gli abbonamenti acquistati all'interno di App Store saranno venduti con lo stesso sistema che è già stato usato per vendere milioni di applicazioni. Gli editori potranno fissare il prezzo e la durata della sottoscrizione (settimanale, mensile, bimestrale, trimestrale, semestrale o annuale). Poi, con un solo clic, i clienti sceglieranno l'offerta più adatta alle loro esigenze che verrà automaticamente addebitata tramite App Store.
I clienti potranno rivedere e gestire tutte le adesioni tramite la loro pagina personale dove potranno ad esempio annullare il rinnovo automatico di un abbonamento. Apple gestisce tutti i pagamenti, trattenendo il 30 per cento come fa attualmente per altri acquisti nel suo negozio virtuale.
Questo in sintesi il sunto del comunicato Apple sul lancio degli abbonamenti tramite App Store, che merita alcune riflessioni in proposito:
a) nell'era digitale, i giochi li conduce chi ha il contenitore e non chi ha il contenuto.
b) il ruolo degli editori diventa marginale nella filiera della distribuzione dei contenuti.
Altre considerazioni sulla recrudescenza del valore della notizia ingabbiata e del uso del carattere li rimando ad un post successivo.
Commento
L'annuncio di Apple del 15 febbraio ha lasciato il segno:
© 2012 Creato da Renato Gelforte.
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