professione giornalista 2.0

informazioni per una professione che deve cambiare

Gentili signori giornalisti, essendo voi esperti in materia, volevo appunto chiedervi una consulenza riguardo un giornale circolante a  Roma, mi spiego meglio:

L'anno scorso nel mio liceo si è deciso di mettere su, in via non ufficiale, un piccolo giornale composto da giovani ragazzi dai 18 ai 20 anni, da distribuire in numero non superiore alle 500 copie bisettimanali all'interno di tre o massimo quattro scuole del nostro quartiere.
Poco dopo, per darci un volto semi-ufficiale, abbiamo fondato un'Associazione Culturale.
Il giornale è completamente gratuito, va avanti per autofinanziamenti ed ha un costo di massimo 90 euro per ogni tiratura.
Essendo il nostro un giornale molto piccolo, scolastico e no profit, ci sembrava molto rischioso doverci avventurare al Tribunale di Roma per registrarlo ufficialmente, oltre a ciò, non essendo il giornale a scopo di lucro, sarebbe altrettanto difficile trovare un pubblicista disponibile a mettere la firma per divenire ufficialmente Direttore Responsabile, o comunuque, anche se il ruolo di quest'ultimo dovesse essere solamente di facciata, ovvero risultare direttore de iure ma non de facto, trovare una persona disponible a mettere la propria faccia per un giornale con cui non ha intenzione di collaborare per ovvi motivi di convenienza, sarebbe quasi impossibile.

Arriviamo alla domanda: è possibile, seguendo qualche cavillo burocratico, stampare in via ufficiosa queste 4 copie senza dover essere necessariamente iscritti al Tribunale?
Oppure: che voi sappiate, esiste qualche agevolazione per quanto riguarda le Associazioni Culturali, ad esempio facendo in modo che il giornale, pur non essendo registrato, diventi voce ed appendice dell'Associazione Culturale e quindi essere in qualche modo protetto da non sò quale "mantello giuridico" che ci esoneri da eventuali guai futuri?

Ringrazio anticipatamente per l'aiuto

Leonardo Cecchi

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Leonardo, vi consiglio di farvi guidare da persona esperta! A Roma non è difficile trovare fiscalisti o commercialisti che seguono le associazioni senza scopi di lucro.
Datevi una forma e mettetevi in regola.
Grazie per avermi risposto.
Il problema è che non c'è nessun pubblicista in erba disposto a farci da guida, per commercialisti e fiscalisti ci siamo informati, vogliono cifre esorbitanti di cui non non disponiamo poichè non abbiamo guadagno.
Per questo volevamo sapere se stampando un numero residuo di copie potevamo rimanere nel vago.

Se non inseriamo una sede ed il numero di serie del giornali ci tiriamo automaticamente fuori da ogni possibile pericolo giuridico?
Dipende dai contenuti!
Se fai un giornale che da' fastidio a qualcuno stai pur certo che avrai fastidi!
Se fai un giornale che elogia l'autorità apicale del paese avrai meno problemi.

Ci sono alcune cose nel tuo messaggio che non riesco proprio a capire:
"non c'è nessun pubblicista in erba disposto a farci da guida" (?)
poi
"stampando un numero residuo di copie potevamo rimanere nel vago" (?)

Puoi per favore concentrarti e fare uno sforzo per farti capire meglio? Io non riesco a capirti!
Qui a Roma i pubblicisti che siamo riusciti a contattare erano tutti in una fascia di età tra i 25 ed i 30 anni, tutti quanti in cerca di lavoro che, se non retribuiti, non sarebbero stati disposti a prendere in mano al Direzione del nostro giornale. Qui sta la nostra difficoltà, non avendo noi introiti non possiamo permetterci di pagare un direttore, quindi un pubblicista, che è necessario per la registrazione ufficiale del giornale al Tribunale di Roma.

Per quanto riguarda il resto, quello che intendevo dire era che stampando noi un numero di copie inferiore ai 600 pezzi speravamo di non dover spendere quasi 400 euro per una registrazione ufficiale del giornale ed altri soldi per pagare il pubblicista (che per altro non abbiamo). Essendo noi registrati come associazione culturale speravamo di poter avere, non sò come, diritto di poter stampare, senza registrarci al tribunale, una specie di "rivista dell'associazione culturale". Tutto qui, stampare con una copertura da Associazione culturale senza dover avere un pubblicista ed una registrazione ufficiale al tribunale.





Renato Gelforte ha detto:
Dipende dai contenuti!
Se fai un giornale che da' fastidio a qualcuno stai pur certo che avrai fastidi! Se fai un giornale che elogia l'autorità apicale del paese avrai meno problemi. Ci sono alcune cose nel tuo messaggio che non riesco proprio a capire:
"non c'è nessun pubblicista in erba disposto a farci da guida" (?)
poi
"stampando un numero residuo di copie potevamo rimanere nel vago" (?)

Puoi per favore concentrarti e fare uno sforzo per farti capire meglio? Io non riesco a capirti!
Quello che non mi è chiaro, è perché tu non chieda aiuto ai professori e/o al preside.
Ti ricordo comunque che non è necessario avere un "giornalista" come direttore.
Il direttore può essere persona non necessariamente iscritto all'albo dei giornalisti.
Se la rivista (immagino che non vogliate fare un quotidiano! dico bene!) ... se la rivista è una pubblicazione che tratta argomenti specifici e può essere quindi descritta come "specializzata", basta trovare una persona "responsabile" che si iscriva all' "elenco speciale annesso all'albo dei giornalisti". Leggi qui!

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