professione giornalista 2.0

informazioni per una professione che deve cambiare

Dal sito Settimo Potere apprendo che una norma contenuta nella manovra Salva Italia prevede che dal prossimo agosto venga abolito l'Albo dei Pubblicisti.
Settimo Potere fa riferimento a quanto pubblicato dal giornalista Antonello Antonelli nel suo blog personale che ha seguito l'evolversi della vicenda.

Antonelli cita la collega Antonella Cardone, membro del Consiglio Nazionale, che afferma che l’Ordine si occuperà del caso nella seduta consiliare del 18, 19 e 20 gennaio prossimo.

Suggerisco a tutti coloro che stanno per diventare pubblicisti di leggersi i consigli dati da Antonella Cardone riportati nella pagina del blog di Antonelli "Festina Lente" che in poche parole invita tutti gli aspiranti a "diventare professionisti".

Tag: Albo Pubblicisti, Antonella Cardone, Antonello Antonelli, Salva Italia

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Allora magari mi sono sbagliata...


DaniTrec ha detto:

http://www.odg.roma.it/Iscrizione.aspx. Ecco chi me l'ha dette. Mica me le invento le cose

SONO PIENAMENTE D'ACCORDO.....così mettono una pezza alle scarse vendite dei giornali....



DaniTrec ha detto:

Mah, io non ho parole. Ho passato il colloquio per diventare pubblicista il 23 dicembre all'Odg di Roma e per farlo ho dovuto sborsare circa 400 euro (!!!) tra tassa governativa e spese di segreteria...mi pare di aver già dato abbastanza a Stato e Ordine e se davvero non avrò più il diritto di scrivere a partire da agosto, spaccherò tutto. Antonella Cardone ci invita a diventare professionisti, ma non siamo ipocriti. Come se fare un praticantato di 18 mesi in una redazione con almeno 3 giornalisti professionisti, di cui uno con regolare contratto da professionista firmato sia cosa facile per chi non ha agganci o conoscenze. A me le porte non le hanno sbattute in faccia, nemmeno le hanno aperte. E vogliamo parlare di quei pubblicisti che da svariati anni pagano contributi e quote associative varie? Quei soldi finiranno tutti nel cesso? Io spero che questa volta gli italiani non rimangano inermi a subire l'ennesimo oltraggio alla propria intelligenza e alla propria dignità. Credo, ma spero di no, che dietro a queste mosse si celi la longa manus dei grandi quotidiani, che, non a caso, non hanno dato alcun risalto a questa problematica: non riesco nemmero ad immaginare il numero delle testate online regolarmente registrate destinate a sparire con questa norma.

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