informazioni per una professione che deve cambiare
Dal sito Settimo Potere apprendo che una norma contenuta nella manovra Salva Italia prevede che dal prossimo agosto venga abolito l'Albo dei Pubblicisti.
Settimo Potere fa riferimento a quanto pubblicato dal giornalista Antonello Antonelli nel suo blog personale che ha seguito l'evolversi della vicenda.
Antonelli cita la collega Antonella Cardone, membro del Consiglio Nazionale, che afferma che l’Ordine si occuperà del caso nella seduta consiliare del 18, 19 e 20 gennaio prossimo.
Suggerisco a tutti coloro che stanno per diventare pubblicisti di leggersi i consigli dati da Antonella Cardone riportati nella pagina del blog di Antonelli "Festina Lente" che in poche parole invita tutti gli aspiranti a "diventare professionisti".
Tag: Albo Pubblicisti, Antonella Cardone, Antonello Antonelli, Salva Italia
Per adeguarsi al resto d'Europa, bisognerebbe innanzitutto eliminare l'esame di stato, inesistente in qualsiasi altro Paese, compresa la Germania, ed espressione più squallida di un sistema elitario e cadaverico... Io invito tutti i professionisti onesti a ritornare a essere pubblicisti...
salve, io non sono nè giornalista nè pubblicista anche se... in realtà è da sempre il mio sogno, purtroppo non ci sono mai state le condizioni.....(impossibile trovare una redazione....seria... difficile.. ne ho provate alcune ma....alla fine non si arrivava mai al dunque) siccome scrivo su vari blogs ho letto con attenzione il testo del settimopotere e lo trovo un pò....farraginoso, in realtà spiega poi, ho poi letto su fb la nota della Cardone dove il disegno del governo appare molto più chiaro e lucido, a mio vedere, si toglie l'albo dei pubblicisti per fare un albo ancora + ristretto (so già che i Giornalisti potranno prendersela a male) ma questo è quello che ne ho capito io.. in pratica si inneggia alla dissoluzione di un albo per creare qualcosa di + settario..... così ha scritto ed ha compreso anche un blogger che scrive in uno spazio web con me....
praticamente noi che da anni cerchiamo una redazione per.... possiamo arrenderci non potremmo mai + scrivere altrimenti altri ci denunceranno per abuso di professione insomma.... la cosa poi ovviamente ricadrà pure sui bloggers....;) mi sbaglio?
Caro yellowflate, sei - perdonate il termine - f@!?uto... emigra, vattene in un altro Paese, dove per diventare giornalista - e non pubblicista - è importante avere qualche cosa da dire e saperla comunicare in maniera adeguata, senza per forza doversi scontrare con questa serie di burocrati col culo attaccato alla sedia... Io lavoro in Germania, non ho mai sostenuto un esame per l'abilitazione alla professione - perché non esiste -, ma la svolgo con tanto di Presseausweis, collaborando con le più importanti testate tedesche e qualche volta anche con quelle di altri Paesi... con l'Italia è tempo perso...
R
yellowflate ha detto:
salve, io non sono nè giornalista nè pubblicista anche se... in realtà è da sempre il mio sogno, purtroppo non ci sono mai state le condizioni.....(impossibile trovare una redazione....seria... difficile.. ne ho provate alcune ma....alla fine non si arrivava mai al dunque) siccome scrivo su vari blogs ho letto con attenzione il testo del settimopotere e lo trovo un pò....farraginoso, in realtà spiega poi, ho poi letto su fb la nota della Cardone dove il disegno del governo appare molto più chiaro e lucido, a mio vedere, si toglie l'albo dei pubblicisti per fare un albo ancora + ristretto (so già che i Giornalisti potranno prendersela a male) ma questo è quello che ne ho capito io.. in pratica si inneggia alla dissoluzione di un albo per creare qualcosa di + settario..... così ha scritto ed ha compreso anche un blogger che scrive in uno spazio web con me....
praticamente noi che da anni cerchiamo una redazione per.... possiamo arrenderci non potremmo mai + scrivere altrimenti altri ci denunceranno per abuso di professione insomma.... la cosa poi ovviamente ricadrà pure sui bloggers....;) mi sbaglio?
già..... ti ringrazio per il consiglio :) il mio problema è che parlo una lingua straniera bene....ma per scriverla in modo uguale è tutt'altra storia...comunque ci dovrò pensare....tanto è che qui si tutelano sempre più le elites e navigando online ho trovato altri spunti interessanti....molto interessanti divergenti dall'art qui citato...:) grazie e a presto
Mah, io non ho parole. Ho passato il colloquio per diventare pubblicista il 23 dicembre all'Odg di Roma e per farlo ho dovuto sborsare circa 400 euro (!!!) tra tassa governativa e spese di segreteria...mi pare di aver già dato abbastanza a Stato e Ordine e se davvero non avrò più il diritto di scrivere a partire da agosto, spaccherò tutto. Antonella Cardone ci invita a diventare professionisti, ma non siamo ipocriti. Come se fare un praticantato di 18 mesi in una redazione con almeno 3 giornalisti professionisti, di cui uno con regolare contratto da professionista firmato sia cosa facile per chi non ha agganci o conoscenze. A me le porte non le hanno sbattute in faccia, nemmeno le hanno aperte. E vogliamo parlare di quei pubblicisti che da svariati anni pagano contributi e quote associative varie? Quei soldi finiranno tutti nel cesso? Io spero che questa volta gli italiani non rimangano inermi a subire l'ennesimo oltraggio alla propria intelligenza e alla propria dignità. Credo, ma spero di no, che dietro a queste mosse si celi la longa manus dei grandi quotidiani, che, non a caso, non hanno dato alcun risalto a questa problematica: non riesco nemmero ad immaginare il numero delle testate online regolarmente registrate destinate a sparire con questa norma.
Do qui la mia interpretazione ipotetica a quello che sta accadendo.
Bisogna abolire gli Ordini Professionali! Giusto?
L'Odg non ci sta!
Cosa fare? Qualcosa dovete pur fare, chiede il governo!
Allora aboliamo l'albo dei pubblicisti, così facciamo vedere che un po' di buona volontà l'abbiamo.
E' il canto del cigno.
@yellowflate nessuno ti denuncerà per aver scritto sul tuo blog! Non sei tenuto a registrare il tuo blog come testata giornalistica.
Sono d'accordo sulla forza del web, ma, se permetti, qui è in gioco la libertà d'informazione, Articolo 21, al di là della presa d'atto che, dalla Costituente e successive, tante cose sono cambiate. Qui si sbrarra l'accasso al diritto ed al dovere d'informare e si da il bollino non solo a chi rispetta le regole, ma anche, e soprattutto a chi, fortunosamente, per parentele o amicizie, disponibilità di risorse per l'accesso "accademico" alla professione è già sulla poltrona e, magari, manco schioda per telefonare o andare sul posto per controllare un'agenzia. Qua si finisce per essere comunicazione, sempre più d'alto e filtratissima (meno - fatica e + carriera) piuttosto che informazione. Ma, ribellarsi?
La notizia gira già da sei giorni!
Interessantissimo il lungo tread su LinkedIn!:
Poi un gruppo chiuso su Facebook: https://www.facebook.com/groups/303699833001647/
e altri articoli a riguardo:
Monti abolisce l'albo dei pubblicisti | Lavika Webmagaz
”E noi che fine facciamo?“: Abolizione albo dei pubblicis...
Magari fosse il canto del cigno. Ciò starebbe a significare che dopo l'Albo dei Pubblicisti elimineranno anche quello dei Professionisti. Lo sapevamo che l'esame (ancora non legale) che stanno facendo nell'ODG del Lazio serviva a far sborsare più soldi ai malcapitati e a frenare l'accesso al lavoro dei meno protetti. Inoltre il sindacato dei giornalisti è praticamente assente, io abolirei quello prima di qualsiasi altra cosa!
Cambiare le regole in corso è vergognoso! è come se ti dicessero in altri ambiti "La tua Laurea non vale più. Da oggi se vuoi fare tale professione devi fare un altro esame e studiare ancora"....della serie..."via tu che deve entrare chi dico io"....
Il problema, cara Erica, non è come o dove fai il praticantato. Perché, mi dovresti spiegare che senso avrebbe fare un praticantato presso una redazione dove non c'è nessuno che sia competente del settore? Che cosa si impara? Il praticantato non dovrebbe essere un semplice patentino, ma un'introduzione al mestiere. Altrimenti è come fare la patente con uno che non ha mai guidato una macchina. Detto questo, poi si creano dei mostri dove persone che non hanno alcuna esperienza posseggono un patentino che li qualifica come professionisti. Nel resto del mondo il praticantato non è obbligatorio, ma se non c'è nel tuo CV - ed è più che qualificato - col cavolo che ti assumono; nel resto del mondo, non esiste un organismo che decide se tu sei o non sei un giornalista: se lavori per una redazione sei giornalista, se non ci lavori, non lo sei. Punto e questo. Si chiama meritocrazia, mentre ci sono diversi aggettivi per definire la situazione in Italia, ma nemmeno uno mi pare decente... Da Berlino, con affetto, RV
http://www.odg.roma.it/Iscrizione.aspx. Ecco chi me l'ha dette. Mica me le invento le cose
Erica Giordano ha detto:
Sono giornalista professionista da qualche mese e il praticantato non l'ho fatto in una redazione dove ci sono almeno tre giornalisti professionisti come dici tu. Non so chi ti abbia detto queste cose.. Non avevo nè agganci, nè conoscenze: ero (e sono) una normalissima ragazza che abita in un paesello semi-sconosciuto della provincia di Cuneo..
DaniTrec ha detto:Mah, io non ho parole. Ho passato il colloquio per diventare pubblicista il 23 dicembre all'Odg di Roma e per farlo ho dovuto sborsare circa 400 euro (!!!) tra tassa governativa e spese di segreteria...mi pare di aver già dato abbastanza a Stato e Ordine e se davvero non avrò più il diritto di scrivere a partire da agosto, spaccherò tutto. Antonella Cardone ci invita a diventare professionisti, ma non siamo ipocriti. Come se fare un praticantato di 18 mesi in una redazione con almeno 3 giornalisti professionisti, di cui uno con regolare contratto da professionista firmato sia cosa facile per chi non ha agganci o conoscenze. A me le porte non le hanno sbattute in faccia, nemmeno le hanno aperte. E vogliamo parlare di quei pubblicisti che da svariati anni pagano contributi e quote associative varie? Quei soldi finiranno tutti nel cesso? Io spero che questa volta gli italiani non rimangano inermi a subire l'ennesimo oltraggio alla propria intelligenza e alla propria dignità. Credo, ma spero di no, che dietro a queste mosse si celi la longa manus dei grandi quotidiani, che, non a caso, non hanno dato alcun risalto a questa problematica: non riesco nemmero ad immaginare il numero delle testate online regolarmente registrate destinate a sparire con questa norma.
Io avevo un direttore che mi ha "insegnato il mestiere", anche se (devo dire la verità) l'ho imparato negli anni precedenti in un semplice modo: praticandolo :-) Non sto a sindacare se sia giusto o no che esista un ordine dei giornalisti. Per quanto mi riguarda, con il c..o che mi sono fatta per dare l'esame e con tutti i soldi che ho speso, sinceramente avrei preferito che non ci fosse :-) In qualunque caso, ora ho un patentino, sono iscritta all'ordine e sono disoccupata. Perchè? Semplice: le redazioni preferiscono sottopagare coloro che giornalisti non lo sono ancora, visto che un professionista vorrebbe essere assunto con un CCNL da giornalista. Sono d'accordo con te, comunque.
Riccardo Valsecchi ha detto:
Il problema, cara Erica, non è come o dove fai il praticantato. Perché, mi dovresti spiegare che senso avrebbe fare un praticantato presso una redazione dove non c'è nessuno che sia competente del settore? Che cosa si impara? Il praticantato non dovrebbe essere un semplice patentino, ma un'introduzione al mestiere. Altrimenti è come fare la patente con uno che non ha mai guidato una macchina. Detto questo, poi si creano dei mostri dove persone che non hanno alcuna esperienza posseggono un patentino che li qualifica come professionisti. Nel resto del mondo il praticantato non è obbligatorio, ma se non c'è nel tuo CV - ed è più che qualificato - col cavolo che ti assumono; nel resto del mondo, non esiste un organismo che decide se tu sei o non sei un giornalista: se lavori per una redazione sei giornalista, se non ci lavori, non lo sei. Punto e questo. Si chiama meritocrazia, mentre ci sono diversi aggettivi per definire la situazione in Italia, ma nemmeno uno mi pare decente... Da Berlino, con affetto, RV
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